di dott.Emanuel Scifo il 04/01/2009, 15:29
Salve a tutti. Sono il Dott. Emanuel Scifo, psicologo, e insieme al Prof. Oliveri, docente di neurologia presso l'Università degli Studi di Palermo, sono uno dei coordinatori della suddetta ricerca.
Vorrei aggiungere qualche altra informazione: il fatto che l'esperimento sia non invasivo significa che non è doloroso e non presenta alcun tipo di effetto collaterale, in quanto il soggetto è sottoposto per un massimo di 3-4 minuti a delle onde elettromagnetiche 5-6 volte inferiori a quelle di un telefono cellulare. Il nostro intento è dimostrare che questo tipo di metodica può accelerare il processo di riorganizzazione cerebrale di quelle aree che nei soggetti affetti da balbuzie è deficitaria, in particolar modo l'area di Broca.
Se riuscissimo a dimostrare ciò sarebbe possibile ipotizzare una tipologia di intervento integrata tra le terapie attualmente esistenti sulla balbuzie (qualsiasi tipo di metodo) e la somministrazione periodica di questa nuova metodica. Aggiungo che parliamo in termini di nuova metodica solo perchè, nonostante sia utilizzata da molti anni per altre problematiche quali depressione maggiore, disturbo ossessivo-compulsivo, autismo, non è mai stata ancora adoperata per la balbuzie.
Questa metodica può essere somministrata su quasi tutti i soggetti, fatta eccezione per i soggetti che presentano una storia clinica di epilessia, frattura cranica, pace-maker, protesi metalliche cranico-facciali o donne in stato di gravidanza.
Volevo infine sottolineare quanto sia importante contribuire alla ricerca sulla balbuzie, sia perchè ,soprattutto in Italia, non è molto attenzionata, sia perchè può contribuire alla messa a punto di tecniche terapeutiche sempre più efficaci e durature.
Rimanendo a vostra disposizione per qualsiasi chiarimento, mi collegherò con regolarità quasi tutti i giorni.
Io e il Prof. Oliveri cogliamo l'occasione per ringraziare il Prof. Galazzo, che si è dimostrato essere persona molto aperta e disponibile.
Vi auguro un felice anno nuovo.