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Il discorso del Re: balbuzie e ....mirko santoro

Discussioni, esperienze, testimonianze, domande, consigli... tutto sulla balbuzie

Il discorso del Re: balbuzie e ....mirko santoro

Messaggiodi mirko santoro il 24/01/2012, 2:44

il dispositivo maestro allievo è sempre da inventare, e non è uno statuto genealogico, naturalistico. Non c’è il maestro nato e nemmeno l’allievo nato. La maestria richiede la scienza della parola, non il discorso del controllo e della padronanza del discorso. In tal senso, la balbuzie quale fallimento del controllo sulla parola toglie la terra sotto i piedi e indica come sia impossibile sottrarsi a camminare nel cielo.
sono cose che sappiamo sono che gia conosciamo ed è il nostro sesto senso che ci vieta di essere quello che all' apparenza vogliamo solo se ne necessita l'occorenza....
ho visto il fim e un po mi ha fatto ricredere sulla balbuzie nella società.. in fin dei conti se nn era un re o quello che rappresentava nn lo facevano parlare di sicuro,... noi lo sappiamo ..e senza dubbio e ci fosse ora un re balbuziente noi saremmo tutti invitati a corte..e nn è quello che accade purtroppo... enrico caruso ne è stato il tag dei giorni nostri... io lo conosco ed è un amico un buon terapeuta e una brava persona , senza dubbio egli tartaglia e io lo percepisco e chi mette in dubbio le sue teorie sulla musico terapia cognitiva ecc... dovrebbe affrontare come facciamo noi quando diamo risp sulla propria balbuzie in tal senso vi garantisco che il film nn ci azzecca molto e personalmente nn descrive enrico caruso come re ,,ma un re come enrico caruso che ne sta facendo una questione personale a nome di tutti noi
Mirko Santoro
Per comprendere il significato della mia balbuzie parliamo di
ENTROPIA 
primo pilastro di questa teoria 
ci sembra utile iniziare dalla sua definizione qualitativa più generalizzata: è 
un indicatore dello stato di disordine di un determinato insieme di corpi. Maggiore è 
il disordine, maggiore è l’Entropia (“Entropia, sinonimo di disordine”: Helmholtz, 
1821-1894).L’entropia risulta un ente non conservativo (salvo nelle trasformazioni 
reversibili, del tutto teoriche): nelle trasformazioni realizzabili nella pratica, in cui si 
ha un’interazione tra il sistema sotto osservazione e l’ambiente, si ha un incremento 
di entropia dopo la trasformazione (questo consente di prevedere in che direzione 
andrà la trasformazione). ,,,e mi consente di essere il mirko che conoscete
strrringere forte mollare e riaccompagnare dolcemente fino alla normalità
un abbraccio. una vita... fino un secondo.un risveglio. ... sentirsi stretti in questa morsa come se fosse nostra... in quel secondo nel risveglio abbracciare la normalità della vita in un secondo strrrringere forte e mollare per poterne avere ancora.

20 ore faMirko Santoro
La prima definizione è normativa: la balbuzie è un disordine, quindi è speculare a un buon ordine, suo malgrado. Ma l’ordine delle serie (dei nomi e dei significanti) procede dal bene-male come ossimoro. Non c’è l’ordinalità fatta di presenza e assenza di ordine e disordine.

La balbuzie è un disordine nel ritmo della parola? È aritmia rispetto all’aritmetica. È algebra del ritmo, prendendolo per naturale o sociale, il che è lo stesso per la balbuzie: la società è presunta naturale. È naturale che i tutori di Demostene gli rubino l’eredità paterna, non sarebbero umani, mortalmente naturali se non lo fregassero. E Demostene è umanissismo nella sua vendetta oratoria, eroico nel fare tutto da solo. La balbuzie pare credere nella metamatematica, nel metalinguaggio e nella metapsicanalisi.

Nella definizione dell’OMS c’è il ritmo della parola e si riferisce a una funzione umana. È un ritmo che non richiede la logica singolare né l’industria poetica delle cose. Sarebbe un ritmo che l’uomo ha come una sua facoltà. In tal senso la balbuzie sarebbe un’anoressia mentale della parola: non appetisce la parola di tutti, il normale fluire del discorso, e finisce paradossalmente per mangiarsi le parole, perché sono parole d’uomo mortale. Parole di morte, sostanziali, che non vuole mandare giù. La parola è sostanza per la balbuzie. Per questo la balbuzie è coatta come una tossicomania, la sua droga è invisibile, e pure il suo vino. Il balbuziente è drogato senza droga, alcolista senza alcool... Il rovescio della medaglia risiede nel fare senza l’essere: scrivere senza essere scrittore, fotografare senza essere fotografo, cucinare senza essere cuoco...

La balbuzie che cosa sa?

La balbuzie compie il circolo vizioso dell’autore senza opera e delle opere senza autore. Questione di autorità, questione di nome. E anche questione di come il nome e l’operatore appartengono a due logiche differenti: logica funzionale e logica delle operazioni o del fantasma. Il paziente, ossia il personaggio, sa che cosa vorrebbe dire? Nel caso che lo sappia, o nel caso che non lo sappia, interviene la credenza che il dire sia sottomesso alle facoltà umane: potere, volere, dovere. Il volere dire (anche il potere e il dovere dire) è quel detto che lascia inesplorato il dire dietro quello che si dice.

Il balbuziente sa: ha il monopolio del sapere, che nel suo discorso coincide con quello della verità. Che cosa sa? Senza nessun itinerario artistico, culturale e scientifico: sa già tutto. Sa come va il mondo: è venuto alla luce che aveva già risolto l’enigma fatale per Edipo
.La balbuzie è una cosa?
L’inciampo è poetico o psicopatologico? La balbuzie è un inciampo della parola? Eppure, s’inciampa con i piedi: allora la balbuzie vale a parlare con i piedi? La balbuzie è un blocco della parola? Ma che cosa si blocca? Una macchina? Un flusso? Quale fisica descrive l’uomo con una meccanica dei fluidi? E si autorizzerebbero su questa metafisica gli idraulici della parola? La balbuzie è un disturbo del linguaggio? E il linguaggio che si lascerebbe disturbare che linguaggio è? È il linguaggio liquido, senza ostacoli, quello di tutti e non solo di Bachelard?
Chiedersi “che cos’è?” la balbuzie porta fuori strada, porta nel discorso della morte, che assunta quotidianamente in particelle, come auspica Hegel, si chiama mortificazione. Ma, non a caso, ogni risposta inesatta alla domanda sulla natura della balbuzie spalanca la via a un business della cura, e le cosiddette terapie risultano mortificanti, offensive e lesive per chi si trova a balbettare.
La gnosi, chiamata oggi teoria della conoscenza, pone l’oggetto dell’indagine come incognita, che in simbolo matematico è “x”. Poi, data l’incognita, non può analizzarla che come funzione di un’altra cosa, variabile, chiamata “y”. E la variabile può formularsi con infinite algebre. L’importante è che valga l’equazione: x = f (y), che implica anche l’uguaglianza a zero nel caso della sottrazione dei due elementi. Se questa ipotesi fosse vera, il mondo sarebbe dominato dalla genealogia, e chi nascerebbe rotondo non potrebbe che morire quadrato.
L’impossibile controllo del controllo
io balbetto ancora... ma nn sempre.. eh eh quando mi fa comodo ma.. inconsciamente e per forza....quindi io sono mirko santoro e tale resto indipendetemente da che io parli fluentemente o meno ... nn è quello di certo un problema visto che nel mio caso vado a targhe alterne a seconda delle stronzate delle gente che girano x aria scusate il termine
mirko santoro
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Re: Il discorso del Re: balbuzie e ....mirko santoro

Messaggiodi carlito89 il 25/01/2012, 3:39

interessante! riguardo la mortificazione è vero, è fastidioso anche subìre sguardi di compassione, non aiutano di certo! anch'io balbetto molto meno rispetto al passato... anche se l'ombra della balbuzie mi opprime sempre..
secondo me il fattore ansia gioca una bella carta con il tartagliare.. E non a caso è una mia cara amica, l'ansia!!
carlito89
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Re: Il discorso del Re: balbuzie e ....mirko santoro

Messaggiodi mirko santoro il 27/01/2012, 5:39

hai perfettamente ragione.. ma il fatto che lo sai... ti porta a tenerla no? io la trovo un amica come te ma quando ho voglia di star bene la lascio a casa eh eh
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Re: Il discorso del Re: balbuzie e ....mirko santoro

Messaggiodi mirko santoro il 16/03/2012, 3:48

Un altro sguardo sulla balbuzie

da Ingvar Bergman



La balbuzie è noto per realizzare bloccaggi involontari e ripetuti del discorso espressivo. L'interferenza indesiderata con la parola viene percepita, che manca in evidente ragione cosciente. Con forza di volontà l'individuo tenta di forzare la parola per combattere l'ostacolo percepito. Quando tali sforzi vocali forzati sono i mezzi principali per sfidare i bloccaggi indesiderati, la balbuzie si manifesterà. La balbuzie sarà quindi emergere come secondario ad un blocco di base primarie del discorso. Ci sono altri modi per visualizzare la balbuzie, ma credo che una nozione di un blocco primarie del discorso può essere facilmente riconosciuto da molti balbuzienti, e che ha importanti implicazioni per la comprensione della balbuzie.

Balbuzie comportamento si verifica in determinate situazioni sociali, ma non in altri. La balbuzie è generalmente non costante o stabile nel tempo, ma variabile e dinamico ad un grado elevato. Essa mostra tipicamente variazioni temporali a breve e lungo nella sua gravità. Tuttavia, il blocco principale del discorso sembra essere relativamente più costante e stabile nel tempo, e ancor più resistente contro trattamento. Gli individui affetti da blocco di parola e di balbuzie hanno in generale, comunque, nonostante le loro difficoltà in certe situazioni e abbastanza paradossalmente, una capacità apparente di parlare correntemente e senza interruzioni discorso. Si può dimostrare, in particolare per le espressioni emozionali più sicuri, come maledizioni, imitazioni, e il canto. Per spiegare questo paradosso è stato proposto un fragilità in discorso-motore meccanismi per l'attività concorrenti nel cervello, ma questa idea è lungi dall'essere confermata in alcun modo. Abbastanza evidente, però, come è implicito già nella natura del paradosso, balbuzienti sembrano avere una capacità indebolito per evocare sentimenti di fiducia nella parola.



Risultati di ricerca

Eredità e ambiente

Vi è consenso tra la stragrande maggioranza dei ricercatori orientati biologiche e mediche per un punto di vista teorico assumendo che i segni di concordanza comportamentale all'interno identici (monozigoti) gemelli, così come comportamenti che vengono eseguiti nelle famiglie, dare prova di predisposizione genetica. La validità della teoria è raramente messo in discussione e le spiegazioni alternative non vengono quasi mai discussi. Questo è un peccato perché ci sono certamente alcune spiegazioni alternative da considerare. Si suggerisce l'esistenza di un patrimonio sociale. Un altro suggerisce che ci si può aspettare una concordanza maggiore fattori ambientali per i gemelli monozigoti che per dizigoti. Scarr (1968, di cui in uno studio francese da Mises, Ferrarri e Roubertoux, 1987) ha infatti presentato prove che dimostrino che i genitori trattano i loro gemelli monozigoti, mentre allo stesso modo in cui trattano i loro gemelli dizigoti diverso. Ha suggerito che queste differenze di trattamento provengono da un adeguamento della somiglianza tra monozigoti e la differenza tra i gemelli dizigoti. Se questo può essere dimostrato di essere di riscontro, i fattori ambientali possono contare per la maggior parte delle differenze di concordanza tra i gruppi di gemelli monozigoti e dizigoti, ed è anche possibile che gli studi sui gemelli, in generale, non possono rivelare eventuali fattori genetici a tutti. In questo momento non lo sappiamo, così fino a quando ulteriori ricerche possono cancellare le cose, è bene essere un po 'scettico quando gli autori sostengono di aver trovato una predisposizione genetica.

Per balbuzie, così come per la maggior parte degli altri disturbi del comportamento, i risultati sono stati presentati suggeriscono che una predisposizione genetica / biologica. E 'stato dimostrato per l'esecuzione in alcune famiglie, e in una recensione di Paolo (1990) ha scoperto che per i gemelli monozigoti entrambi i gemelli balbettato in 20 delle 29 coppie (69%). Per i gemelli dizigoti (dello stesso sesso), entrambi i gemelli balbettato solo 3 su 24 coppie (12%). Questo suggerisce, secondo quanto è stato discusso, che i fattori genetici possono predisporre per la balbuzie, ma più senza dubbio però che i fattori ambientali sono responsabili per la versione finale e l'espressione della balbuzie. Non c'è altro modo per spiegare i casi di discordanza per il disturbo nei gemelli monozigoti.

Teorie ambientali della prima metà del 20 ° secolo ha proposto che la balbuzie può essere causato da condizioni ambientali stressanti:

1. Condizioni di vita orribili. diete molto povere.

2. Problemi costanti all'interno della casa.

3. Atteggiamenti punitivi e trattamenti nei confronti del minore, che evoca paura di parlare a causa dell'incertezza circa le risposte che ne possono derivare.

I sostenitori di questi, e relative, teorie generalmente considerati individui, prima hanno cominciato a balbettare, in quanto essendo stato costituzionalmente e psicologicamente non è diverso dal normale sviluppo o sviluppati altoparlanti (Ainsworth, 1945, di cui in Hartman, 1994).

Teorie ambientali di questo tipo non poteva essere né smentito né supportato dalla buona ricerca ambientale in connessione con la balbuzie, dei disturbi comportamentali in generale, nel complesso manca. Tuttavia, poiché i due studi dimostrano che i fattori ambientali senza dubbio un ruolo nell'espressione della balbuzie, la necessità di studi prospettici di bambini a rischio è stato proposto (Pauls, 1990). Seguendo i bambini nel corso del tempo dovrebbe essere possibile identificare i potenziali fattori di rischio associati con l'insorgenza e l'espressione del disturbo.

Personalità

Maschi da due a cinque volte di più rispetto stutter femmine (West, 1958; Berry e Eisenson, 1956; Van Riper e Emerick, 1984, di cui al Hartman, 1994). Non ci sono prove inequivocabili empirica per una personalità balbuzie, ma l'impressione è che i balbuzienti sono relativamente meno emotivo espressivo e più sociale ritirata (Bender, 1938, di cui al Hartman, 1994), sono più spesso molto ben adattata nella società ( Van Riper, 1973, di cui al Hartman, 1994) e sembra che siano molto spesso ingegneri (Alm, 1995). I punti impressione non confermati verso un sé nascosto, dove i sentimenti forti tendono ad avere un posto: E provoca disagio a "distinguersi" e ottenere gli sguardi degli altri. L'immagine di sé è irrealisticamente diminuita, e l'espressione del sé più preparato per compiacere gli altri che per compiacere se stessi.

L'attivazione cerebrale dell'emisfero destro durante la balbuzie

Diversi studi con metodi diversi hanno riportato prove di quello che sembra una lavorazione tipica informazioni cognitive durante la balbuzie, con l'attivazione dell'emisfero cerebrale di destra:

Ridotta attività alfa indica un aumento attivazione cerebrale nelle misurazioni EEG. Le persone che balbettano hanno dimostrato una ridotta attività alfa nell'emisfero destro a maneggiare la lingua, mentre i non balbuzienti normalmente dimostrare questo modello in emisfero sinistro (Moore, Craven e Faber, 1982).

Legno, Stump, McKeehan, Sheldon e Proctor (1981) ha rilevato che il flusso ematico cerebrale, un altro indicatore di attivazione cerebrale, un aumento per il diritto lobo frontale durante il discorso di balbuzie, e per la sinistra del lobo frontale durante il discorso di genere articolato.

Tre diversi studi suggeriscono passaggio da destra a sinistra-emisferica attivazione lungo con il discorso di miglioramento della fluidità (Boberg, Yeudall, Schoplocher e Bo-Lassen, 1983; Moore, 1984; Wood, Stump, McKeehan, Sheldon e Proctor, 1980). Moore (1986) hanno riportato una significativa correlazione tra il grado di destra-emisferica attivazione e la gravità della balbuzie, in modo che la balbuzie più grave mostra più l'attivazione dell'emisfero destro.

Il significato di attivazione dell'emisfero destro

L'attivazione dell'emisfero destro del frontale misurata con EEG è stato trovato in correlazione con le emozioni negative (Ahern e Schwartz, 1985). Tali emozioni significa ritiro e l'inibizione delle espressioni emozionali e del comportamento spontaneo. Si può facilmente constatare poi che il tipico destra-emisferica attivazione durante il discorso balbuzie può essere una conseguenza di balbuzie, ma può anche essere un'attività interferente che disturba direttamente parlato spontaneo.

Van Riper (1971) ha osservato che la balbuzie temporaneamente scomparso da due balbuzienti cui nell'emisfero destro era anestetizzata in un cosiddetto test di Wada. In un altro caso un uomo con epilessia smesso di balbettare dopo un intervento chirurgico maggiore nell'emisfero destro (Alm, 1995). Ciò suggerisce che l'attivazione dell'emisfero destro durante la balbuzie è, almeno non esclusivamente una conseguenza di forti emozioni negative causate da balbuzie in sé, ma che ha anche importanza per la nascita della balbuzie.

Destra-emisferica attivazione neurale in particolare in dell'amigdala è stato associato a reazioni emotive, inconsce apprese su un subliminale (inconscio) il livello di condizionamento classico a stimoli avversi (Morris, Ohman e Dolan, 1998). Se le risposte emotive erano consapevoli dall'altro, lato sinistro della amigdala stato attivato invece. Inoltre, Johnsen e Hugdahl (1993) ha riferito che l'apprendimento associativo delle espressioni facciali spiacevoli (per mezzo di condizionamento classico a una leggera scossa elettrica), sembra essere funzionalmente collegata al diritto emisfero cerebrale. Gli autori hanno sostenuto che il risultato ha confermato una precedente ricerca che ha mostrato un diritto-emisferica vantaggio per l'apprendimento associativo. Questo può, infatti, implica la possibilità che il diritto-emisferico attività durante la balbuzie riflette un apprendimento associativo, incosciente per natura.

Più lento avvio di risposte motorie

Webster (1993) hanno trovato che le persone che balbettano hanno difficoltà non solo con l'inizio delle loro espressioni vocali ma anche con processi motori nonspeech sequenziali durante il test con le dita toccando sequenziale compiti. Non è che la persona che balbetta è generalmente più lento e / o più scarsamente coordinate rispetto al nonstutterer. I balbuzienti erano in realtà molto più lento rispetto ai nonstutterers per iniziare la loro risposta. Una volta che le prestazioni erano stati avviati, maschiatrici per balbuzienti è stata veloce come da nonstutterers. In modo simile balbuzienti avuto difficoltà per avviare la scrittura corretta di sequenze di lettere. Webster conclude che la balbuzie non è un disturbo del linguaggio in quanto tale. Più in particolare, le anomalie associate con la balbuzie sembra essere correlato alla pianificazione della risposta, l'organizzazione e l'iniziazione, ed eventualmente ai meccanismi di attenzione. Webster propone l'area motoria supplementare (SMA) come un luogo di interferenza. Come già discusso, l'emisfero destro frontale (compreso SMA) è anche un luogo probabile per interferenze.



Teoria sintesi

Naturalmente una sintesi teoria deve comprendere la conoscenza di psicologia dello sviluppo così come da neuropsicologia, la biologia e la genetica. Ad esempio, è stato suggerito che le differenze di ormoni sessuali rendere i ragazzi più vulnerabili rispetto alle ragazze. Una proposta alternativa per spiegare la vulnerabilità ragazzi possono prendere il punto di partenza in psicologia dello sviluppo, dove è stato osservato che i ragazzi si riferiscono a periodi più attivamente ai loro padri rispetto alle ragazze. Si potrebbe facilmente essere inteso come una necessità di sviluppo o di una strategia per costruire una identità maschile (Carlberg, 1989). Sarebbe una circostanza altamente sfavorevole poi se il padre a causa di possedere le difficoltà irrisolte è permaloso e sbilanciato in un modo che può portare ad attacchi imprevedibili e anche pericolose per la vita in risposta alla strategia di sviluppo del ragazzo. Tali circostanze possono benissimo essere tenuti a dare memorie emozionali che l'iniziazione del motore automaticamente lento e il discorso blocco alla minima somiglianza con la situazione originale. Memorie emozionali sono, come definito da LeDoux (1998), inconscio in contrasto con ricordi di emozioni che sono cosciente, e sono mediati da altre reti neurali nel cervello di ricordi coscienti.

Resta da valutare la significatività per l'ipotesi di sviluppo come questo. Dovrebbe essere ovvio che la comprensione della balbuzie comporta una migliore comprensione non solo come funziona il cervello, ma anche come si sviluppa in interazione con l'ambiente.

Un metodo induttivo per la costruzione teoria implica che una sintesi è formata sulla base di dati empirici. Tuttavia, si ritiene che esso non ha ancora dati sufficienti per formare tale sintesi. Nel corso degli anni molti autori hanno tuttavia, naturalmente, presentato proposizioni teoriche di loro. Tra di loro una proposta da Hartman (1994) è da considerarsi di sicuro interesse, in quanto è saldamente radicata in coerenza con i dati esistenti.

Hartman pensa come Webster che la balbuzie non costituisce un disturbo del linguaggio in quanto tale. Egli preferisce piuttosto a guardare la balbuzie come un problema comportamentale condizionata che come un handicap. Balbuzienti mostra normalmente discorso fluente, ma come conseguenza di alterata processi neuropsicologici, balbuzienti è vietato parlare normalmente in determinate situazioni. Nonostante le ampie ricerche prove convincenti manca di sostenere da tempo cari nozioni di balbuzie principalmente come conseguenza di deficienze innate o patologici. Anche se il comportamento balbuzie disturba discorso fluente è correlato sia allo sviluppo di parola e le sue prestazioni. Invece egli afferma è del tutto evidente che la balbuzie è legata alla interazione sociale tra un minimo di due persone. Hartman vede quindi come più realistica che la balbuzie può essere una forma di disturbo del comportamento psicosociale, principalmente relativi al discorso individui traumatico legato esperienze psicosociali. Tale disturbo comportamento riflette una ripartizione in continua interazione tra l'individuo e il socio-ambiente.



Trattamento

Come con le teorie, molti differenti programmi di trattamento ha visto la luce nel corso degli anni, ma mi delimitare alla vista Hartman sul trattamento dal momento che si distingue come avente una base qualificata in una teoria coerente.

Hartman è molto critica agli attuali programmi di trattamento clinico che di solito tengono alla auto-somministrazione di tecniche di manipolazione meccanicistici, come i controlli, antipasti, zone da evitare, balsami, desensibilizzazione, distrattori, misure di rilassamento, ecc Egli è tuttavia aperto a integrare il suo metodo con distrazione e tecniche di mascheramento nel suo lavoro clinico, ma limitarsi ad una fase iniziale. Egli afferma che tutte le tecniche di manipolazione meccanicistici sono inefficaci nel lungo periodo. Il motivo è che tutti affrontare il sintomo balbuzie, e già ciò che l'individuo può, invece del disturbo alla base del comportamento psicosociale. Centrale per questo disturbo di fondo è che, in situazioni in cui si verifica la balbuzie, l'individuo cade sistematicamente la fiducia nel suo personale impegno emotivo positivo.

Il punto di partenza per un trattamento di successo deve essere quindi di promuovere un impegno emotivo positivo e incoraggiare l'interesse personale dell'individuo nelle situazioni sociali. Il potenziamento di emozioni positive con l'aiuto di incoraggiamento e di sostegno è un bel contrasto con il solito riferimento a pesanti auto-somministrazione. Il lavoro clinico dovrebbe affrontare la motivazione pratica e situazioni pratiche che possono facilitare e promuovere il necessario impegno emotivo positivo in situazioni sociali e quindi l'accesso alla parola fluente. L'attenzione dovrebbe essere motivo, talenti, interessi professionali, i metodi e le opportunità disponibili o potenziali a significative attività sociali. L'idea è che i balbuzienti che per mezzo della propria impegno emotivo positivo può essere successo premiato con immediate speech-gratificazione, può approfittare di questo per motivare continua partecipazione sociale attiva, e quindi sinceramente rafforzare l'accesso alla parola fluente. Hartman ha praticato questo metodo di trattamento nel suo lavoro clinico e il lettore interessato può prendere parte di alcuni studi di caso pochi nel suo libro "La neuropsicologia dello sviluppo della balbuzie" (Hartman, 1994).



Riferimenti

Ahern, GL e Schwartz, GE (1985). Lateralizzazione differenziale per le emozioni positive e negative nel cervello umano. EEG analisi spettrale Neuropsychologia, 23, 745-755.

Ainsworth, S. (1945). Integrare le teorie della balbuzie. Journal of Speech Disorders, 10, 205-210.

Alm, P. (1995). Stamning. Om stamningens orsaker och behandling, och om hur man själv kan arbeta med sin stamning. Natur och Kultur.

Bender, JF (1938). La struttura della personalità di balbuzie. New York: Pitman Publishing Corp.

Berry, MF e Eisenson, J. (1956). Disturbi del linguaggio. New York: Appleton-Century-Crofts.

Boberg, E, Yeudall, L, Schopplocher, D. e Bo.Lassen, P. (1983). Gli effetti di un programma comportamentale intensivo sulla distribuzione del potere alfa EEG nei balbuzienti durante l'elaborazione di informazioni verbali e visivo-spaziali. Journal of Disorders Fluency, 8, 245-263.

Carlberg, G. 1989. Dynamisk utvecklingspsykologi. Natur och Kultur.

Hartman, BT. (1994). La neuropsicologia della balbuzie. Londra: Wurr Publishers Ltd.

Johnsen, BH e Hugdahl, K. 1993. Rappresentazione emisfero destro di condizionamento autonomo per le espressioni facciali emotive. Psicofisiologia. Maggio, 30 (3); 274-8.

LeDoux, J. 1998. Il cervello emotivo. Le basi misteriosi della vita emotiva. New York: pietra di paragone.

Mises, R, Ferrari, P. e Roubertoux, P. (1987). Genetique et infantile autisme: méthodologiques Remarques uno propos des études sur les Jumeaux: La monozygotie facteur de risque? Neuropsychiatrie de l'Enfance, Vol. 35, 187-195.

Moore, WH, Craven, DC and Faber, M. (1982). Hemispheric alfa asimmetrie di parole con valori di eccitazione positivi, negativi e neutrali precedenti compiti di richiamo e di riconoscimento:. Risultati elettrofisiologici e comportamentali da balbuzie nonstuttering maschi e maschi e femmine del cervello e della lingua, 17: 211-24.

Moore, WH (1984). Asimmetrie alfa Hemisperic durante una procedura di biofeedback elettromiografico per la balbuzie: un singolo oggetto disegno sperimentale Journal of Disorders Fluency, 17, 143-162..

Moore, WH (1986). Asimmetrie emisferiche alfa di balbuzienti e non balbuzienti per il richiamo e il riconoscimento di parole e passaggi di lettura collegati: alcune relazioni alla gravità della balbuzie Journal of Disorders Fluency, 11, 71-89..

Morris, J. S, Ohman, A, Dolan, RJ 1998. Conscia e inconscia di apprendimento emozionale nell'essere umano amigdala Nature 4 giugno;.. 393 (6684), 467-70

Pauls, DL (1990). Una revisione delle prove per fattori genetici di balbuzie. Esigenze di ricerca nel sturring: blocchi stradali e le direzioni future. ASHA Reports N. 18, S34-38.

Scarr, S. (1968). Pregiudizio ambientale in studi sui gemelli. Eugenics Quarterly, Vol. 15, 34-40.

Van Riper, C. (1971). La natura della balbuzie. Prentice-Hall.

Van Riper, C. (1973). Trattamento della balbuzie. Eaglewood Cliffs, NJ: Prentice-Hall

Van Riper, C. e Emerick, L. (1984) la correzione Speech:. Un'introduzione alla logopedia e audiologia. 7 edn. Eaglewood Cliffs, NJ: Prentice-Hall.

Webster, WG (1993). Mani frettolosi e lingue intricati: Implicazioni delle ricerche in corso per la gestione della balbuzie. I Boberg, E (Editor). Neuropsicologia della balbuzie. Canada: L'Università di Alberta Press, 73-111.

West, R. (1958). Un agnostico della speculazione sulla balbuzie. In Eisenson J. (ed.), La balbuzie: un simposio. New York: Harper & Row.

Legno, F, Stump, D, McKeehan, A, Sheldon, S e Proctor, J. (1980). Modelli di flusso ematico cerebrale regionale durante la tentata la lettura ad alta voce da balbuzienti sia dentro che fuori farmaci aloperidolo: prove insufficienti per l'attivazione frontale sinistra durante la balbuzie Brain and Language, 9:. 141-144.
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Re: Il discorso del Re: balbuzie e ....mirko santoro

Messaggiodi mirko santoro il 29/04/2012, 23:15

progetto di distruzione di barriere di comunicazione per un dialogo d'unione, un milione (in italia )di balbuzienti pari a due milioni di genitori costretti a sentirsi in difettto per non poter permettersi un aiuto, l'unico handicap importante, quanto dislessia mutismo sordità e quant'altro, a non essere sostenuto socialmente ma al di la di quello e relative terapie truffaldine menzoniere, sono dell'opinione che tutti debbano poter esprimersi x migliorare il mondo al contrario dei silenzi che lo soffocano , e la storia ci insegna che la balbuzie ne fa parte da sempre ed è sempre stata utile all'umanità quindi perche non si cerca di capirne di piu? newton churcill darwin aristotele obama re giorgio..
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Re: Il discorso del Re: balbuzie e ....mirko santoro

Messaggiodi mirko santoro il 07/06/2012, 3:31

Pur usando la musica come referente discreto e “nascosto, lavorando sull’immaginario, o al massimo sui coordinamenti somatopsichici che la musica latente induce, possiamo fornire al paziente nuovi nessi associativi in grado di stimolarlo o di rilassarlo, di distrarlo o di ricoordinarlo, aderendo ai ritmi della musica, ove egli non sia in grado di essere protagonista delle sue armonie psicocorporee. Il paziente, in tal caso, ha bisogno di un “input” ausiliario direttivo, da parte del terapeuta.
Oltre alla musica, usiamo anche l’analisi immaginativa che, con i suoi risvolti interattivi, psicodinamici, associativi, o simbolici, interviene rinforzando l’Io, permettendo all’Io corporeo di far nascere una nuova coscienza somatica. Dove questa manca, l’utilizzo della musica permette le associazioni, i coordinamenti, le percezioni e le espressività a cui di solito non si accede.
Questo intervento direttivo di psicoterapia ha caratteristiche che sono intermedie tra la Musicoterapia, la Psicoterapia ad approccio corporeo e la Psicoterapia direttiva, anche se differisce da esse perché, sia pur a livello prevalentemente somatico, nel paziente viene a formarsi un’identità ed una solidità dell’Io prima inesistente, partendo tuttavia dall’Io corporeo.
L’immaginario con le sue funzioni rappresentative, permette alla persona di interloquire con sé stesso, con gli altri e con la natura.
L’immaginario agisce sui contenuti ansiogeni, in quanto questi, sono parte integrante di una conflittualità inconscia e sociale, che si manifesta attraverso “elementi” corporei non digeribili
L’immaginario plasma le idee, sia nella dimensione cognitiva che in quella affettiva, inducendo una prima comprensione dei costituenti della personalità che irrompono nella coscienza attraverso il sintomo ansiogeno.
Sollecitando l’immaginario per agire sul corpo e sull’ansia, si cerca di offrire al paziente il coraggio di manifestare pensieri ed emozioni ;
mantenere l'integrità corporea permettendo la riorganizzazione corporea,
utilizzare l'aggressività senza averne paura, canalizzandola verso obiettivi più maturi.
La persona soggetta al sentimento della timidezza non riesce a guardare negli occhi il proprio interlocutore: tenta di comunicare e nello stesso tempo sfugge ad ogni tipo di comunicazione.
Tensione e irrequietezza vengono trattenuti attraverso la vergogna, o la timidezza, senza trovare una via di sfogo. L’inibizione determinerà un atteggiamento di goffaggine fisica, imbarazzo, azioni motorie incoordinate, perdita del senso di realtà, difficoltà di pensare, mutismo e linguaggio balbettato.
Queste reazioni  inibenti possono far la loro comparsa in determinate situazioni e con determinate persone. L’opera di censura attraverso il sentimento della vergogna, diventa una difesa contro conflitti affettivi vissuti nel passato, che ritornano sotto diverse spoglie.
La timidezza è anche un modo per mantenere una distanza rigida nei rapporti sociali, mediante la quale si evita una relazione spontanea e calorosa. Gli affetti sono trattenuti e la comunicazione s’irrigidisce in forme schematiche dove si cerca la fuga dalla situazione da affrontare.
La persona soggetta alla timidezza  teme di proporsi nel suo Vero Sé: è come se si difendesse dall’esprimere i propri talenti, le proprie qualità, le vere intenzioni, la propria progettualità e in ultimo, paradossalmente, teme il  raggiungimento del successo.
La “vergogna di se stessi” è strettamente correlata  a sensi di colpa per desideri, o sentimenti aggressivi, che si tenta di nascondere nella comunicazione con l’altro.
La vergogna è un meccanismo difensivo contro desideri esibizionistici, o  contro il desiderio del "mettersi in mostra".
La timidezza oltre ad essere “bloccante” nei rapporti sociali, potrebbe danneggiare altri spazi “da prestazione”come esami, colloqui lavorativi,  interrogazioni, semplici richieste ecc.., che inficiando la libera elaborazione del pensiero, automaticamente si presenta  un’immagine del Sé povera e poco creativa.
Quando il timore degli altri , o il senso d’inadeguatezza, hanno sopravvento, l’incoordinazione prevale. Emergono pertanto manifestazioni del corpo che, con una loro autoctonia (espressività funzionale slegata dal coordinamento generale), dimostrano lo scollamento del “soma” dall’emozione.
In una situazione di timidezza, quando l’ansia emerge, la sudorazione, la frequenza cardiaca o respiratoria, il timbro di voce, ecc., diventano incontrollabili. e il “filo” del discorso potrebbe spezzarsi: questo inconveniente é l’espressione di un problema comunicazionale.
Nel caso di poca autostima, il timore di non riuscire ad esprimersi diventa una “spina” condizionante incisiva. La paura instaura un “circolo vizioso”, tale da imporre un comportamento autolesivo di passività.
Quando l’ansia colpisce il linguaggio,  le facoltà comunicazionali sono inibite in ambienti nuovi e collettivi, con una conseguente regressione dell’Io.
Nei bambini l’angoscia può essere consistente, raggiungendo il livello della pseudo-insufficienza mentale, quando in realtà non sono presenti disturbi dell’apprendimento.
Inoltre quando il timore di “fare brutta figura” é superiore alla capacità di “tollerare la frustrazione” per una situazione “pericolosa” da affrontare , si preferisce fare la figura degli idioti, piuttosto che proporre un’immagine ideale e propositiva.
La timidezza compare soprattutto nella fase di corteggiamento e di selezione del partner;  in questi casi potrebbero emergere svariati problemi quando la persona non si sente sufficientemente equipaggiata nell’avventurarsi  in un rischio, dove un ipotetico fallimento potrebbe minare l’integrità dell’Io.
Il blocco dell’iniziativa nella conoscenza di un partner può essere determinato da:
-         Riedizione della paura infantile di ritrovare  altre frustrazioni come risposta alle proprie richieste affettive.
-         Desiderio di conquista onnipotente,  dove l’altro assume il significato di trofeo. Tale desiderio è in realtà una difesa contro sentimenti d’impotenza  e d’inadeguatezza.
La spontaneità, e il contatto con la realtà emotiva dell’altro (empatia) vengono a mancare quando vi è il desiderio di presentare un’immagine falsata del proprio Sé. Il disagio potrà manifestarsi attraverso la passività, che diventa  l’espressione dell’irrefrenabile desiderio di nascondere a tutti i costi  "parti inadeguate" del Sè.
Timidezza e disagio si presentano maggiormente nella relazione con un’autorità. Reazioni incontrollabili si verificano quando la persona è soggetta a sentimenti di eccessiva dipendenza,  sottomettendosi passivamente, o temendo in modo  persecutorio ogni reazione da parte dell’autorità.
Psicodinamica della timidezza:
dal corpo alla parola con una comunicazione efficace.
Da un punto di vista corporeo è impossibile non comunicare, perché anche il silenzio  segnala ad esempio l’oppositività,  o  altri significati desumibili dal comportamento timoroso, che tende sempre ad influenzare il comportamento altrui.  Nel linguaggio corporeo
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EPILESSIA balbuzie e ....mirko santoro

Messaggiodi mirko santoro il 20/08/2012, 0:13

E P I L E S S I A
E' UN ROMBO DI LUCE
QUANDO NEL SILENZIO LA SI SENTE
E' UN OMBRA NELLA MENTE MENTRE SCORRE IL PRESENTE


E' UN SUONO DI COLORI
NEL FRASTUONO DEI RUMORI
SFUMATURE DI COLORI... INTORNO A ME
PERCEZIONI DI UMORI .......OLTRE A ME

FULMINI NELLA MENTE DEFINISCONO ESSENZE
.. DI COLORI CON TUONI DI TONI
E' UNA MAGIA DELLA MENTE ESPRESSA DAL PRESENTE NEL MONDO CIRCOSTANTE CON UN TONO AVVOLGENTE ...
TANTI COLORI DA TANTA GENTE PRESENTE AL BACCANO FRAINTESO DEGLI UMORI
SPORCHI DI SFUMATURE DI ALTRI COLORI

ECCOCI NEL GRANDE DIPINTO MAI VINTO E MAI ESTINTO

ESPOSTO NEL MUSEO DELLA MENTE ACCECATO DALLA GENTE
DUNQUE ASSOPITO DALLA SUA VOLENTEROSA ESPOSTA AMBIZIONE
COMPIE UN 'AZIONE
DALLA LUCE UN ROMBO CAMBIA UMORE
MODIFICANDO DEL SUO ORIZZONTE IL COLORE!
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NEWS BEPPE TAZENDA E BALBUZIE. conferma il suo sostegno

Messaggiodi mirko santoro il 02/10/2012, 3:06

:clap: :ok: : Question : http://www.youtube.com/watch?v=QbFtBlzZeAA&feature=plcp
nel link pubblicato il TAZENDA cantante BEPPE DETTORI sulle problematiche della balbuzie!
video girato dai volontari per la divulgazione dei nuovi orizzonti sulle tematiche della balbuzie... TENGO A PRECISARE CHE PER LA MAGGIORANZA SIAMO TUTTI BALBUZIENTI...BALBUZIENTI CHE VANNO AVANTI SPERANDO DI VEDER DIVENTARE GRANDE QUESTO GRUPPO E DIVENTARE NOI LA SCINTILLA VERSO LA COMPRENSIONE DI QUESTO LEGGENDARIO MODO DI ESPRIMERSI PER ESISTERE!
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NEWS BALBUZIE DEL RE' IL DISCORSO...mirko santoro

Messaggiodi mirko santoro il 16/10/2012, 23:57

http://www.facebook.com/media/set/?set= ... ce=message CIAO , IN QUESTO SPAZIO I MIEI AMICI ARTISTI MI REGALANO UNO SPAZIO PER LA BALBUZIE E LE MIE ATTIVITA, GIORNALISTI E CAMERAMEN ASSICURATI EH EH ..LI PAGO IO! AVVIARE QUESTA RICERCA CONIVOLGENDO I MIEI MIGLIORI AMICI CHE SONO...LOGOPEDISTI FONIATRI POLITICI PITTORI NEUROBIOLOGI CANTANTI DOCENTI DI CONSERVATORIO SCUOLE CIVICHE DI MUSICA RIVISTE DI POESIA E ARTE , UN ANTOLOGIA COMPLETA DI OGNI FORMA DI CREATTIVITA STORICA POLITICA COMMERCIALE RELIGIOSA SCENTIFICA E TEORICA REGNANTE FINO IN QUESTO SECOLO MIRKO SANTORO
LA NOSTRASTORIA E' STATA SCRITTA DA CELEBRI PERSONAGGI BALBUZIENTI COME Mosè,Isaac Newton, Giorgio VI, Aristotele, Charles Darwin, Lewis Carrol, Giulio Cesare, Claudio, Esopo, Virgilio, San Carlo Borromeo, Pio XII, Malherbe, Niccolò Cavallaro detto Tartaglia, Alessandro Manzoni, Michele II, Luigi II, Luigi XIII, René Descartes, Gerolamo Cardano, Demostene, Eraclito, Cicerone, Italo Calvinobrus willis. E la partecipazione straordinaria di Marilyn Monroe e della donna balba che apparve in sogno a Dante Alighieri. , retori, sofisti, imperatori,napoleone faraoni,....
MIRKO SANTORO BALBUZIENTE CANTANTE AUTORE SCRITTORE MUSICISTA SPERIMENTAZIONI VOCALI COLLABORAZIONI SCENTIFICO RELAZIONALI TEORICHE TRA LOGOPEDIA FONIATRIA CANTO E PREDISPOSIZIONE NATURALE PSICOLOGICA E FISICO BIOLOGICA SULLA MIA PERSONA SULLA BASE DELLA CONOSCENZA UMANA TERRESTRE ATTUALE sono un ragazzo balbuziente , nella vita faccio il pasticcere gelataio (CINISELLO BALSAMO PIAZZA ITALIA)ma suono anche il piano forte ,canto moderno e lirico ,sono invalido con politraumi da incidenti stradali,coll varie forme di comunicazione alla ricerca delle poche cose misteriose ancora da spiegare come la balbuzie, ... io desidero far luce e legge per primo su questo male invisibile che condiziona l'uomo da sempre seppur statisticamente affligga UN MILIONE di PERSONE SOLO IN ITALIA!! e DUE MILIONI DI GENITORI ...tutt'oggi questi trovano difficoltà ad essere assistiti al pari della dislessia mutismo sordità autismo e quant'altro comporti una difficoltà di interazione sociale mediante comunicazione verbale!
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