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Ansia e balbuzie un binomio indissolubile al centro di alcuni studi internazionali


Nessuno direbbe mai che Fiorello è una persona ansiosa. Non lo direste voi, ma è lui stesso a confessarlo ai microfoni di una giornalista durante un’intervista a “La storia siamo noi”. Infatti alla domanda “sei ansioso?” – risponde – “Ammazza! Ho sempre timore di salire sul palco, ma sono riuscito a domare la mia ansia quando ho capito che mi dovevo divertire. Avevo a “Stasera pago io” ospiti internazionali del calibro di Dustin Hofmann, Celine Dion o John Travolta e mi sono cominciato a divertire quando ho capito che dovevo trattarli come persone al mio livello”. Prendendo in prestito una frase del vangelo potremmo quindi dire: “chi non conosce l’ansia scagli la prima pietra”.

Ma è un nemico solo fastidioso o anche pericoloso per la nostra salute?

Secondo uno studio condotto da ricercatori tedeschi e statunitensi, l’ansia non ha solo conseguenze a livello psicologico ma anche sull’organismo. Dallo studio coordinato da Martin C. Härter del Centro Medico Universitario di Friburgo* emerge che l’ansia porta con sé una serie di conseguenze per l’organismo: oltre alle malattie del sistema cardiocircolatorio, anche quelle dell’apparato gastrointestinale e di quello genito-urinario. Ad esempio aumenta di cinque volte il rischio di cardiopatie e di emicrania. Un effetto analogo rispetto a quanto accade per la depressione.

Alcuni ricercatori** della facoltà di psicologia di Perth in Australia si sono chiesti se chi balbetta vive la stessa ansia degli altri o ne è colpito maggiormente. Lo studio ha confermato che gli adolescenti con problemi di balbuzie hanno livelli significativamente più elevati di ansia sociale rispetto a coetanei che godono di una parlata fluente. In particolare è stata esaminata la relazione tra l’ansia e l’atteggiamento verso la comunicazione quotidiana, nell’adolescente con un problema di balbuzie. La balbuzie è quindi un disturbo che comporta un conflitto psicosociale indipendentemente dalle sue caratteristiche evidenti, l’ansia non è infatti in diretta relazione con la gravità del problema. “In pratica indipendentemente dal grado di difficoltà che il balbuziente presenta ha comunque un livello d’ansia quotidiano alto dovuto alle sfide che la vita comunicativa presenta ogni giorno. In questa nuova prospettiva affrontare la balbuzie e porre rimedio consentirebbe quindi di abbassare i livelli d’ansia costante a cui il balbuziente è soggetto. Non una questione estetica quindi, bensì un sollievo per la mente ma anche per il corpo” – conclude Enzo Galazzo (www.viveresenzabalbuzie.it).

* Studio in collaborazione con il National Institute on Drug Abuse e il National Institute of Mental Health (NIH, Bethesda);

** Mulcahy K, Hennessey N, Beilby J, Byrnes M. – School of Psychology, Curtin University of Technology, Perth, Western Australia.

Approfondimenti su:
http://www.viveresenzabalbuzie.it
http://www.perlaparola.com

 

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