Ascolta l'articolo

Scarica l'articolo in PDF

 


Chi balbetta ha un’attività cerebrale maggiore sia mentre parla che in stato di ascolto.


BALBUZIE-NEWS: cervello in tiltE’ quanto affermano i ricercatori dell’università di Toronto in Canada sulla rivista scientifica americana Brain & Language. I ricercatori hanno usato la risonanza magnetica per immagini per monitorare l’attività cerebrale in un gruppo di balbuzienti e un gruppo di controllo formato da normoloquenti. Lo studio è stato effettuato ponendo i soggetti in varie situazioni.

Gli esami strumentali con le tecniche di neuro-immagine hanno confermato e precisato le precedenti ricerche circa una differente modalità di attivazione del cervello nel balbuziente. Infatti mentre il normoloquente attiva l’emisfero sinistro del cervello durante l’eloquio, nei balbuzienti c’è un coinvolgimento anche della parte destra. La differenza è stata confermata anche in stato di ascolto passivo.

Si pensa che l’attivazione della parte destra sia una reazione di compensazione dovuta alla minore attivazione del lato sinistro. E’ come se la parte sinistra del cervello, specializzata nell’elaborazione del linguaggio, sentendosi in difficoltà, chiedesse aiuto alla parte destra, quello dell’emozione per intenderci.



Non deve però assolutamente passare l’idea che chi balbetta abbia qualcosa in meno. Chi balbetta è assolutamente normale. Anzi, la storia è fatta di tanti personaggi con questo problema: da Newton a Manzoni, da Bruce Willis a Bonolis” afferma il Prof. Galazzo, Presidente dell’Associazione Vivere Senza Balbuzie – e aggiunge – “I risultati forniscono la prova che la balbuzie è accompagnata da anomala attività al livello cerebrale ma a nostro parere non dimostrano che la balbuzie è causata da una anomalia cerebrale. Infatti è accertato che non si nasce balbuzienti e che la balbuzie insorge non in concomitanza con l’apparire del linguaggio per cui sorge spontaneo chiedersi: l’anomalia è all’origine della balbuzie o la balbuzie genera l’anomalia? E’ come un pc che va in tilt: avrò acquistato un pc guasto oppure avrò fatto delle operazioni tali da mandare in tilt il processore?
Per adesso rimaniamo col dubbio.”

Approfondimenti su:
http://www.viveresenzabalbuzie.it
http://www.perlaparola.com

BalbuzieNews.it consiglia anche questi articoli:

  • A cosa serve sapere se un gene è implicato nella balbuzie?
    A cosa serve sapere se un gene è implicato nella balbuzie?

      Vuol dire che non posso migliorare e sono destinato a morire balbuziente? No, affatto. Proviamo a fare chiarezza. Gli studi sul DNA sono ancora in corso e molti potrebbero fare confusione rispetto alle notizie riguardanti la genetica. Proviamo a fare chiarezza. Il Dna non è altro che il nostro libretto di istruzioni. Il problema è che si tratta di un libretto scritto in codice, 4 lettere combinate...

  • La balbuzie e l’università
    La balbuzie e l’università

    Uno studio sulla balbuzie dimostra che quasi 7 docenti universitari su 10 (65%) hanno difficoltà nel rapportarsi al disturbo per la scarsa conoscenza. Quando si parla di balbuzie a scuola, si pensa subito ai bambini o agli adolescenti. A volte chi balbetta decide anche di lasciarsi condizionare al punto da abbandonare l’idea di proseguire gli studi fino all’università. Ma, fortunatamente non tutti i balbuzienti rinunciano...

  • Ansia, quanto male mi fai?
    Ansia, quanto male mi fai?

      Ansia e balbuzie un binomio indissolubile al centro di alcuni studi internazionali Nessuno direbbe mai che Fiorello è una persona ansiosa. Non lo direste voi, ma è lui stesso a confessarlo ai microfoni di una giornalista durante un’intervista a “La storia siamo noi”. Infatti alla domanda “sei ansioso?” – risponde - “Ammazza! Ho sempre timore di salire sul palco, ma sono riuscito a domare la...

  • Il ciuccio: un fattore di rischio per la balbuzie
    Il ciuccio: un fattore di rischio per la balbuzie

      Nuove indicazioni sui fattori di rischio aprono la strada alla prevenzione della balbuzie Se usa il ciuccio o succhia il dito oltre i tre anni ha una probabilità tre volte superiore di sviluppare difficoltà nel linguaggio futuro rispetto ai suoi coetanei che non hanno la stessa abitudine. E’ uno studio dell’Università di Washington a rivelarlo in un articolo sulla prestigiosa rivista BMC...

  • Ma io balbetto?
    Ma io balbetto?

      Studi scientifici affermano che i bambini, già ad una precoce età, sono consapevoli della loro balbuzie La consapevolezza è un fattore importante per le teorie di esordio e di sviluppo della balbuzie. Anche i figli piccoli potrebbero essere consapevoli delle loro difficoltà di parola. Pochi giorni fa infatti il Journal of Communication Disorders ha pubblicato uno studio svolto presso l'Università di...